Gli anni 2000
Campionato 2002/03, serie C1
La squadra allenata da Adriano Cadregari non parte male e dopo 3 pareggi e una vittoria subisce la prima sconfitta ad Arezzo per 4 a 3. Da questa giornata inizia una serie interminabile di pareggi (alla fine saranno ben 18 su 34 partite) che porta la squadra in zona play-out, dai quali si salva pur arrivando a pari punti con la Spal e la Lucchese. Ai 45 gol fatti dai granata (grazie ai 9 gol di Giandomenico, agli 8 di Bizzarri e ai 6 di Makinwa e Minetti tra gli altri) si contrappone una difesa spesso poco attenta che subisce 45 gol.
Campionato 2003/04, serie C1
L’anno successivo, 2003/2004 si punta ancora su Cadregari che non convince del tutto e infatti viene presto esonerato e al suo posto viene chiamato Sala. La squadra dopo una partenza in chiaroscuro, subisce delle pesanti battute. Nel girone di ritorno va ancora peggio con ben 9 sconfotte. Al posto di Sala viene richiamato Cadregari, che dopo poco lascia di nuovo. Per disputare i play-out viene chiamato a guidare la squadra Bruno Giordano, indimenticato giocatore del Napoli di Maradona, e bandiera della Lazio.
La squadra disputa i play-out contro il Varese e si salva grazie alla migliore posizione in classifica (dopo la vittoria all’andata per 1 a 0 perde il ritorno per 2 a 1).
Campionato 2004/05, serie C1
La stagione 2004/05 inizia con una vera e propria rivoluzione della squadra attuata dal direttore sportivo Valentini.
La Reggiana parte bene con due pareggi un sonoro 5 a 0 al Giulianova a cui seguono altre due vittorie tra cui spicca quella contro il Napoli davanti a 18.000 spettatori. La squadra granata veleggia nelle zone alte della classifica e approda ai play-off.
Nella semifinale d'andata contro l'Avellino sono circa 8.000 i tifosi che si spostano a Cremona (il Giglio è a capienza ridotta per i lavori di costruzione dei Petali). Purtroppo nonostante la prova di carattere dei ragazzi di Giordano, l’Avellino vince per 2 a 1 e nel ritorno la Reggiana quasi sfiora il colpaccio, ma la partita finisce 2 a 2 con l’Avellino che prenderà il giusto slancio che lo porterà in serie B dopo la finale con il Napoli.
Dopo l'esito negativo sul campo, ecco il dramma societario. La Reggiana, schiacciata dai pesantissimo debiti accumulatisi nell'ultimo decennio, il 13 luglio 2005 viene dichiarata fallita. I tifosi scendono ancora in piazza e chidono al sidaco Delrio di intervenire per salvare il calcio professionistico a Reggio Emilia. Si mobilitano dapprima alcuni imprenditori e professionisti che fanno nascere il Reggio Emilia F.C., a loro si uniranno ben presto i rappresentanti di alcune importanti imprese locali aderenti a Confindustria e alla Lega delle Cooperative. La società si riprende nel frattempo nome e marchio e si può iscrivere in extremis al campionato di C2 come A.C. Reggiana 1919 S.p.A., con presidente Vando Veroni.
Campionato 2005/06, serie C2
La Reggiana riparte dalla quarta serie con Luciano Foschi allenatore. L’avvio non è dei più confortanti, anche a causa delle conseguenze delle vicende societarie. Nel girone di ritorno invece le cose vanno decisamente meglio, arrivano le vittorie e i sogni play-of, inseguiti quasi fino in ultimo. Visti i presupposti, ci si accontenta volentieri.
Campionato 2006/07, serie C2
Per migliorare l'8° posto in classifica dell'anno precedente e inseguire il salto di categoria, la società punta ancora su mister Foschi, che però viene esonerato dopo 4 giornate. Arriva al suo posto Alessandro Pane, che riesce a portare la squadra con merito ai play-off, mettendo in luce anche alcuni giovani provenienti dal vivaio come Catellani e Gozzi. In semifinale la Reggiana liquida la temibile Cisco Roma e approda così alla finale contro la Paganese. Davanti ad oltre 7.000 spettatori al Giglio nella gara di andata, i ragazzi di Pane vincono per 1-0 e assaporano il profumo della promozione, che però sfuma al ritorno, proprio sul più bello.
Campionato 2007/08, serie C2
Dopo due anni di C2, l'imperativo della dirigenza è la promozione. L'avvio è promettente, grazie a 4 successi, con i neo acquisti Alessi e Grieco sugli scudi. Dopo un periodo di flessione, la Reggiana riprende a correre e inizia a duellare col Bassano per il primo posto. Nello scontro diretto al Giglio, nel finale di stagione, finisce 1-1 e i veneti mantengono il primato.
Per la promozione diretta sembra finita, ma la squadra granata non molla, inanella altre due vittorie che, insieme alle inaspettate sconfitte del Bassano, portano la Reggiana a + 3 sulla rivale all'ultima giornata. Basta un punto a Castelnuovo in Garfagnana, che arriva e regala la meritata C1 ai ragazzi di mister Pane e a tutto un popolo granata che da troppo tempo non assaporava il gusto del primato e della vittoria.
Campionato 2008/09, Prima Divisione
Ritrovata la terza serie (divenuta nel frattempo Prima Divisione) si tenta subito il doppio salto verso la B. La Reggiana allestisce una squadra competitiva e rimane costantemente ai vertici del torneo. La promozione diretta sfuma però nel momento della verità e ci si deve accontentare dei play-off.
Nella semifinale d'andata contro la Pro Patria al Giglio, la Reggiana dal vantaggio di 3-0 finisce sotto 4-5. Stesso brutto film al ritorno, granata in vantaggio 2-0 (e virtualmente qualificati), ma finisce 3-2 per i bustocchi che volano in finale.
Campionato 2009/10, Prima Divisione
Doveva essere un anno di transizione, con l'assetto societario incerto alla luce del disimpegno annunciato dai maggiorenti, ma la Reggiana del presidente Fontanesi e affidata a mister Loris Dominissini, dopo un avvio a singhiozzo, ingrana bene e si ritrova battistrada. La dea bendata non sorride tuttavia ai granata, che perdono per infortuni seri alcune pedine importanti (Saverino e Rossi e nel finale anche Stefani e Zini) e si ritrovano in pratica senza forze ai play-off. Nella semifinale d'andata al Giglio col Pescara, la Reggiana incerottata non va oltre lo 0-0 e al ritorno subisce la sconfitta che significa ancora addio alla serie B.
Campionato 2010/11, Prima Divisione
A partire dall'estate engono banco prevalentemente le vicende societarie,che portano all'insediamento, il 28 ottobre 2010, della nuova compagine guidata dal presidente Alessandro Barilli e composta anche dalle famiglie Campani e Villirillo.
In panchina è stato scelto Amedeo Mangone. Tra alti e bassi, la Reggiana arriva a giocarsi l'accesso ai play-off, ma la sconfitta alla penultima giornata in casa contro la Salernitana annega le speranze.
La squadra allenata da Adriano Cadregari non parte male e dopo 3 pareggi e una vittoria subisce la prima sconfitta ad Arezzo per 4 a 3. Da questa giornata inizia una serie interminabile di pareggi (alla fine saranno ben 18 su 34 partite) che porta la squadra in zona play-out, dai quali si salva pur arrivando a pari punti con la Spal e la Lucchese. Ai 45 gol fatti dai granata (grazie ai 9 gol di Giandomenico, agli 8 di Bizzarri e ai 6 di Makinwa e Minetti tra gli altri) si contrappone una difesa spesso poco attenta che subisce 45 gol.
Campionato 2003/04, serie C1
L’anno successivo, 2003/2004 si punta ancora su Cadregari che non convince del tutto e infatti viene presto esonerato e al suo posto viene chiamato Sala. La squadra dopo una partenza in chiaroscuro, subisce delle pesanti battute. Nel girone di ritorno va ancora peggio con ben 9 sconfotte. Al posto di Sala viene richiamato Cadregari, che dopo poco lascia di nuovo. Per disputare i play-out viene chiamato a guidare la squadra Bruno Giordano, indimenticato giocatore del Napoli di Maradona, e bandiera della Lazio.
La squadra disputa i play-out contro il Varese e si salva grazie alla migliore posizione in classifica (dopo la vittoria all’andata per 1 a 0 perde il ritorno per 2 a 1).
La stagione 2004/05 inizia con una vera e propria rivoluzione della squadra attuata dal direttore sportivo Valentini.
La Reggiana parte bene con due pareggi un sonoro 5 a 0 al Giulianova a cui seguono altre due vittorie tra cui spicca quella contro il Napoli davanti a 18.000 spettatori. La squadra granata veleggia nelle zone alte della classifica e approda ai play-off.
Nella semifinale d'andata contro l'Avellino sono circa 8.000 i tifosi che si spostano a Cremona (il Giglio è a capienza ridotta per i lavori di costruzione dei Petali). Purtroppo nonostante la prova di carattere dei ragazzi di Giordano, l’Avellino vince per 2 a 1 e nel ritorno la Reggiana quasi sfiora il colpaccio, ma la partita finisce 2 a 2 con l’Avellino che prenderà il giusto slancio che lo porterà in serie B dopo la finale con il Napoli.
Dopo l'esito negativo sul campo, ecco il dramma societario. La Reggiana, schiacciata dai pesantissimo debiti accumulatisi nell'ultimo decennio, il 13 luglio 2005 viene dichiarata fallita. I tifosi scendono ancora in piazza e chidono al sidaco Delrio di intervenire per salvare il calcio professionistico a Reggio Emilia. Si mobilitano dapprima alcuni imprenditori e professionisti che fanno nascere il Reggio Emilia F.C., a loro si uniranno ben presto i rappresentanti di alcune importanti imprese locali aderenti a Confindustria e alla Lega delle Cooperative. La società si riprende nel frattempo nome e marchio e si può iscrivere in extremis al campionato di C2 come A.C. Reggiana 1919 S.p.A., con presidente Vando Veroni.
Campionato 2005/06, serie C2
La Reggiana riparte dalla quarta serie con Luciano Foschi allenatore. L’avvio non è dei più confortanti, anche a causa delle conseguenze delle vicende societarie. Nel girone di ritorno invece le cose vanno decisamente meglio, arrivano le vittorie e i sogni play-of, inseguiti quasi fino in ultimo. Visti i presupposti, ci si accontenta volentieri.
Campionato 2006/07, serie C2
Per migliorare l'8° posto in classifica dell'anno precedente e inseguire il salto di categoria, la società punta ancora su mister Foschi, che però viene esonerato dopo 4 giornate. Arriva al suo posto Alessandro Pane, che riesce a portare la squadra con merito ai play-off, mettendo in luce anche alcuni giovani provenienti dal vivaio come Catellani e Gozzi. In semifinale la Reggiana liquida la temibile Cisco Roma e approda così alla finale contro la Paganese. Davanti ad oltre 7.000 spettatori al Giglio nella gara di andata, i ragazzi di Pane vincono per 1-0 e assaporano il profumo della promozione, che però sfuma al ritorno, proprio sul più bello.
Dopo due anni di C2, l'imperativo della dirigenza è la promozione. L'avvio è promettente, grazie a 4 successi, con i neo acquisti Alessi e Grieco sugli scudi. Dopo un periodo di flessione, la Reggiana riprende a correre e inizia a duellare col Bassano per il primo posto. Nello scontro diretto al Giglio, nel finale di stagione, finisce 1-1 e i veneti mantengono il primato.
Per la promozione diretta sembra finita, ma la squadra granata non molla, inanella altre due vittorie che, insieme alle inaspettate sconfitte del Bassano, portano la Reggiana a + 3 sulla rivale all'ultima giornata. Basta un punto a Castelnuovo in Garfagnana, che arriva e regala la meritata C1 ai ragazzi di mister Pane e a tutto un popolo granata che da troppo tempo non assaporava il gusto del primato e della vittoria.
Campionato 2008/09, Prima Divisione
Ritrovata la terza serie (divenuta nel frattempo Prima Divisione) si tenta subito il doppio salto verso la B. La Reggiana allestisce una squadra competitiva e rimane costantemente ai vertici del torneo. La promozione diretta sfuma però nel momento della verità e ci si deve accontentare dei play-off.
Nella semifinale d'andata contro la Pro Patria al Giglio, la Reggiana dal vantaggio di 3-0 finisce sotto 4-5. Stesso brutto film al ritorno, granata in vantaggio 2-0 (e virtualmente qualificati), ma finisce 3-2 per i bustocchi che volano in finale.
Campionato 2009/10, Prima Divisione
Doveva essere un anno di transizione, con l'assetto societario incerto alla luce del disimpegno annunciato dai maggiorenti, ma la Reggiana del presidente Fontanesi e affidata a mister Loris Dominissini, dopo un avvio a singhiozzo, ingrana bene e si ritrova battistrada. La dea bendata non sorride tuttavia ai granata, che perdono per infortuni seri alcune pedine importanti (Saverino e Rossi e nel finale anche Stefani e Zini) e si ritrovano in pratica senza forze ai play-off. Nella semifinale d'andata al Giglio col Pescara, la Reggiana incerottata non va oltre lo 0-0 e al ritorno subisce la sconfitta che significa ancora addio alla serie B.
Campionato 2010/11, Prima Divisione
A partire dall'estate engono banco prevalentemente le vicende societarie,che portano all'insediamento, il 28 ottobre 2010, della nuova compagine guidata dal presidente Alessandro Barilli e composta anche dalle famiglie Campani e Villirillo.
In panchina è stato scelto Amedeo Mangone. Tra alti e bassi, la Reggiana arriva a giocarsi l'accesso ai play-off, ma la sconfitta alla penultima giornata in casa contro la Salernitana annega le speranze.
E' comunque partito nel frattempo un significativo progetto di gestione fondato sui seguenti capisaldi:
• fare calcio professionistico in modo sostenibile, con un rigoroso controllo della sfera economico-finanziaria e con una organizzazione aziendale efficiente, nel rispetto degli obiettivi sportivi;
• valorizzare al meglio il Settore Giovanile, linfa vitale e fondamentale garanzia per assicurare il futuro del club;
• attivare sinergie con le società dilettantistiche del territorio provinciale, per diffondere una cultura condivisa dello sport come veicolo di aggregazione e di crescita delle giovani generazioni;
• dialogare in maniera costruttiva con tutti gli attori del territorio, per rivitalizzare il marchio Reggiana, generare aggregazione intorno ad essa, tramutando in evento la partita casalinga domenicale.