Mister Leonardo Colucci ha incontrato i giornalisti alla vigilia del match di domani contro il Forlì.

Ecco la sintesi delle sue risposte

«La partita col Forlì? Da prendere con le molle. E’ bene ricordare che mercoledì fino al 70′ erano avanti di due gol sul campo del Bassano e questo ci fa pensare che non avremo una partita facile. Per noi sarà una battaglia. Come lo sono state le partite precedenti».

«In cosa è pericoloso il Forlì? Hanno fatto risultato ultimamente. Nelle ultime cinque partite ricordo solo la sconfitta col Teramo, un match nato male con un autogol del portiere dopo 2 minuti e dopo 14 un eurogol del Teramo. C’è grande rispetto per il nostro avversario ma la mia preoccupazione va ai miei ragazzi più che agli avversari. Dovremo dimostrare di essere cresciuti. Domani mi aspetto una partita di grande personalità».

«I possibili cambi di modulo? Mah, noi ne stiamo provando diversi. Può essere che torniamo alla difesa a quattro. Abbiamo provato diversi sistemi di gioco, ma ci tengo a precisare che non è il sistema di gioco che fa la differenza, perché anche col Gubbio abbiamo creato occasioni da gol noi e ne hanno create loro. Noi abbiamo segnato tre reti e ne abbiamo subite due. Conta l’approccio alla partita».

«Il tour de force che ci aspetta? Devo tenere conto della condizione psicofisica dei ragazzi. Non sempre gli undici scelti sono quelli ottimali per una partita piuttosto che l’altra. Sappiamo di affrontare un periodo molto intenso. Però partita dopo partita. Domani abbiamo il Forlì che è la partita più importante delle cinque che ci aspettano. Per me quella di domani è come la finale di Champion’s».

«L’ho detto ai ragazzi. Quella di domani è la partita più importante da qui al 30 di Dicembre. Andiamo in ritiro. Non dovevamo farlo, ma ci andiamo perché non vogliamo lasciare nulla al caso. Me l’hanno chiesto i ragazzi e quando te lo chiedono loro…».

«Le scelte a centrocampo? Non abbiamo un play di ruolo perché Maltese è infortunato. Ma nel calcio di oggi a centrocampo tutti devono saper fare tutto. Io mi sentire offeso se mi dicessero che come centrocampista posso giocare solo in un modo. Il calcio moderno impone a chi gioca in mezzo al campo di essere duttile: di poter essere un giocatore per un centrocampo a due, a tre, e in diverse posizioni pure».

«I risultati del turno infrasettimanale? Che è un campionato difficilissimo: il Venezia ha segnato solo su rigore, il Pordenone con l’AlbinoLeffe ha fatto 0-0. Noi siamo stati l’unica squadra ad aver battuto l’AlbinoLeffe nelle ultime dieci. Noi siamo una buona squadra, ma lo sono pure loro. Ripeto, è difficilissimo. Bello, ma difficilissimo».

«Il fatto del ritiro è un segno di un lavoro che c’è dietro. L’obiettivo è responsabilizzare i ragazzi e fare capire loro che nulla gli è precluso. Nemmeno arrivare in serie A. L’esempio ce l’hanno davanti agli occhi tutti i giorni: si chiama Leo Colucci. La Promozione, poi tre anni di Interregionale sono arrivato a giocare in Serie A. Mica perché avevo dei santi in paradiso, ma perchè la determinazione, la passione, il cuore, la voglia, la perseveranza sono ingredienti fondamentali per raggiungere certi obiettivi. Vale per ognuno di loro e quest’anno vale anche per la Reggiana».