Il Dopoguerra

Campionato 1945/46
Dopo la sosta forzata dell’anno precedente a causa della guerra, nella stagione 1945/46 la struttura dei campionati risulta poco chiara e non è ancora quella tradizionale. La Reggiana partecipa al torneo di serie B – C (nord) e a guidare i granata viene richiamato una delle glorie reggiane: Felice Romano. La squadra è formata per 9/11 da giocatori reggiani e gioca a memoria e ottiene subito dei risultati importanti che le permettono di finire il girone in testa appaiata al Padova e di qualificarsi al gruppo finale. A questo punto la promozione alla serie B è matematica, ma se la Reggiana dovesse vincere anche il girone finale, andrebbe direttamente in serie A. I granata disputano un ottimo girone finale, ma si classificano al quarto posto, a sole 2 lunghezze dalla promozione in serie A. Da segnalare il grosso impegno profuso dalla dirigenza granata in questa annata, ( tra tutti il giovane Carlo Visconti che farà scrivere pagine importanti della storia reggiana) che permette di dare un nuovo volto anche al glorioso stadio Mirabello, la cui tribuna in legno viene sostituita da una in cemento.

Campionato 1946/47, serie B
Nell’anno 1946/47 la Reggiana disputa un buon campionato che le permette di piazzarsi 13ª e quindi di ottenere una tranquilla salvezza. La squadra è affidata al giovane Bruno Vale, che però a metà stagione chiede di esser sostituito e così tocca a Alcide Violi portare la squadra alla salvezza. Della buona squadra di questa stagione è d’obbligo segnalare il difensore Gino Giaroli, che ebbe poi una radiosa carriera in serie A.

storia-dopo-guerra_01Campionato 1947/48, serie B
Delle squadre partecipanti al campionato 1947/48, solo le prime sei rimarranno nel girone, mentre le altre verranno tutte retrocesse. La stagione granata inizia con un cambio societario, dove Visconti e il suo vice Lari si dimettono e vengono sostituiti da Dall’Aglio. Nel girone di andata la squadra non convince e i risultati tardano ad arrivare cosi nel girone di ritorno viene esonerato l’allenatore Mattea che viene sostituito da Pietro Ferrari, vecchia gloria reggiana. La squadra inanella ben 12 risultati positivi consecutivi e spinta anche dal bomber Suozzi (per lui in totale 16 centri) ottiene un ottimo 5° posto finale che garantisce la salvezza. La forza di questa Reggiana, oltre che in campo sta anche sugli spalti, gremiti da un pubblico stupendo, sia in casa sia in trasferta (memorabile la carovana che seguì i giocatori al Tardini di Parma e che tinse di granata l’intera via Emilia).

Campionato 1948/49, serie B
La stagione seguente vede la conferma di Ferrari come allenatore e la cessione del bomber Suozzi al Catania, decisione che provoca polemiche e contestazioni dei tifosi. Viene acquistato dal Milan Arcari IV, vero colpo grosso del mercato granata. La società (in gravi difficoltà finanziarie) diventa Cooperativa di Consumo A.C. Reggiana con sede in p.za Cavour e Renato Simonini ne assume la presidenza. La squadra si batte come può e naviga nei bassifondi della classifica e riesce ad ottenere una salvezza al fotofinish battendo il Pisa per 3 a 0.

Campionato 1949/50, serie B
L’annata 1949/50 è caratterizzata da un finale di campionato thriller. La Reggiana gioca male ed è spesso vittima di infortuni ed episodi sfortunati ed arriva all’ultima giornata quart’ultima, virtualmente declassata. Ma nell’ultima giornata riesce, con un guizzo di Corradini a battere la Salernitana e a superare in classifica l’Empoli e l’Alessandria piazzandosi 17esima ed ottenendo una salvezza rocambolesca davanti al suo pubblico del Mirabello che esplode festante.

Campionato 1950/51, serie B
Dopo la salvezza guadagnata in extremis, nel 1950/51 si cerca di rafforzare la squadra per non ripetere le sofferenze dell’anno precedente. Viene confermato il bomber Scagliarini (che segnerà 17 gol in totale) e vengono acquistati molti giocatori ma dopo una buona partenza la squadra inizia ad accusare il colpo e chiude con un deludente 13° posto.
L’unica consolazione è la vittoria della Coppa Disciplina, trofeo assegnato alla squadra che ha totalizzato meno squalifiche e ammonizioni durante l’anno.

Campionato 1951/52, serie B
L’anno seguente, il 1951/52 segna un sostanziale smantellamento della squadra con la cessione di molti pezzi pregiati tra cui Scagliarini. A livello societario va segnalato l’ingresso di Giovanni Degola, che va a formare con i già presenti Carlo Visconi (tornato da poco) e Gino Lari il «magico» Triumvirato. La squadra risulta però troppo giovane e inesperta, non raccoglie nemmeno una vittoria in trasferta e chiude al penultimo posto, retrocedendo in serie C.

triumviratoCampionato 1952/53, serie C
Nel 1952/53, la nuova dirigenza punta subito in alto e costruisce una squadra con l’obiettivo chiaro di risalire subito in serie B. La guida tecnica viene affidata all’ex romanista Guido Masetti, ma la squadra tradisce subito le attese e invece che lottare per i primi posti si trova invischiata nella lotta per non retrocedere. La squadra lotta e sembra risorgere, quando batte al Tardini il Parma nel derby per 2 a 1 in una partita tesissima e arbitrata da quello che diventerà il migliore arbitro dell’epoca, Concetto Lo Bello. La gioia per questa vittoria viene però duramente soffocata dalla notizia che scoppia dopo pochi giorni. La Reggiana, e precisamente un suo dirigente, vengono accusati di tentata combine dai dirigenti Parmensi. La C.A.F. riconosce la Reggiana colpevole e la condanna è durissima: 20 punti di penalizzazione e squalifica a vita per Degola (verrà amnistiato solo nel 1982, ma riuscirà comunque a svolgere il suo ruolo in società). La Reggiana chiude così all’ultimo posto in classifica e retrocede in IV serie, nella stagione che segna la pagina più nera della storia granata.

Gianni CappiCampionato 1953/54, IV serie
La stagione 1953/54 inizia come una vera e propria stagione della rifondazione. In società, Enzo Del Conte come presidente, affianca Lari e Visconti e Regolo Ferretti è segretario. Come è spesso accaduto nella storia reggiana si punta sulle forze locali, a partire dall’allenatore: viene scelto la vecchia gloria Alcide Violi. La squadra è formata da alcune “chiocce” come capitan Panciroli e da ottimi giovani come Gianni Cappi che fa registrare il record tutt’oggi imbattuto di segnature in una stagione con la maglia granata: ben 29 in 30 partite. Nonostante i numeri del suo bomber principe la squadra chiude con un 3° posto a 36 punti.

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